martedì 3 marzo 2015

Ci si perde


Similmente a luci al neon di una stanza tutta bianca ci guardiamo circospetti con la malinconica esperienza di una lunga vita insieme. Eppure mai nemmeno un bacio o forse sì ma solo sulla pancia e te li vedo sulle mani, quei vecchi errori che a contarli ci si perde.  

domenica 6 gennaio 2013

Silenzio


Ci sfratteranno prima o poi e saremo momentaneamente felici nel furgone giallo e verde coi fiori sulla fiancata, come nell'occasione dell'aborto spontaneo che ci fece sorridere e poi mangiare in silenzio.

sabato 5 gennaio 2013

Caffè

Io di Amburgo mi ricordo più che altro il centro e la doccia dell’ostello e il quartiere a luci rosse visto da lontano, gli scoiattoli nel parco e il grande primo piano di Mick Jagger sorridente. Nonostante la febbre e qualche parola di troppo, mi piaceva ed era un po’ come guardare lo zucchero affondare nella schiuma del caffè.

giovedì 27 dicembre 2012

In fila sul vassoio


Stilando una lista di ciò che fra nove anni potrei ancora ricordarmi di te, rimarrebbero le vaghe promesse di un viaggio di pochi giorni in un posto qualsiasi per restare soli, gli inni anarchici immaginati sul tuo computer vecchio e silenzioso, le frasi incollate all'armadio che forse nemmeno ti appartengono ma di cui mi sarebbe piaciuto far parte, il rosso del tuo sangue di quando mi raccontavi dei coltelli e delle lacrime, i vaghi accenni a un finto matrimonio su un palco di legno con la gente che ci guarda e ride, tu che te ne vai mimandomi di scriverti una lettera e più che altro l'egoismo e quella tua passione perversa per i biscotti ancora caldi messi in fila sul vassoio.

mercoledì 26 dicembre 2012

Esperimento temporale


Se dovessi dal futuro scrivermi una lettera, prenderei probabilmente una matita o una biro di quelle morbide da usare, un foglio a quadretti che poi ripiegherei e in sottofondo una canzone strumentale. Scriverei pensieri e frasi fatte a non finire, macchiando il foglio in qualche modo e resistendo alla tentazione di ricominciare.
Non avrei niente di particolare da dirmi, e in ogni caso cancelleresti ogni parola passando i tuoi capelli sull'inchiostro ancora umido ridendo come una matta e rovinandomi l'esperimento temporale.

venerdì 14 settembre 2012

Dentro

E forse perché uno non dovrebbe, dopo aver bevuto e senza sapere nulla degli arcani minori come te li racconterebbe Jodorowsky, fare liste e corrispondere il più possibile a come un giornalista di sinistra un po' avanti con gli anni ma ancora finto giovane dentro ti direbbe che devi essere. La società dei ruoli come in una rivista femminile a cui sei abbonata e che mi piaceva leggere di nascosto, magari mentre eri fuori a bere cioccolata calda con le amiche d'infanzia, con la neve che ancora doveva arrivare e tu che mi dicevi romanticherie da film commerciali con le tue manie e il neo su un braccio scelto a caso. Copriti mi raccomando e poi svegliati e prendimi la mano e mettila lì, proprio lì. I ricordi se ne vanno, gli anni restano e incolla sull'armadio accanto al letto i dettami da seguire minuto per minuto, tenendo a mente l'inutilità della vita e i mille modi in cui ci piace rovinarla. Magari trovati un lavoro part-time e fai in modo di non essere stravagante. Mi raccomando non essere stravagante, ti prego, normale. Normale e poi muori e ci si ricorderà di te in sogni confusi di quelli che si fanno in treno con le tracce delle dita sui finestrini e lontano paesi in cui non vorrai andare mai. Normale per la stanchezza di cercare un gesto inaspettato o una parola di troppo. Una scopata senza seguito che però ti resta dentro.

giovedì 10 novembre 2011

Sui muri delle chiese

A mangiare seduto a un tavolo per quattro sperando che posticipi la pausa sigaretta viene da guardare quelle foto in bianco e nero appese al muro senza un perché, e poi esci comunque, distratta, in maglietta rosso acceso con la pelle rigida per il freddo e sulle mani i graffi del gatto. Fuori luna dietro ai tetti, resti del mercato alimentare e la canzone commerciale coperta dal vetro decorato che non riesci a sentire perché in piena conversazione. Le tue idee su come rivoluzionare la prammatica dei rapporti quotidiani potrai sempre tagliarle a fettine e farmele vedere un'altra volta, ricomponendole in un lungo discorso semiserio pronunciato a testa bassa come piace a te.
Magari quando non ci saranno più le scuole, e i vagabondi insegneranno a dipingere art rétro sui muri delle chiese.